Peppino Impastato, simbolo di pensiero libero: informare dicendo la verità

Peppino Impastato, simbolo di pensiero libero: informare dicendo la verità

Oggi ricorre l’anniversario della morte di Peppino Impastato, simbolo di coraggio e di pensiero libero, ucciso tragicamente dalla mafia nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978, una data che non si può dimenticare.

Sono trascorsi ben quarantadue anni da quell’evento che è rimasto poi indelebile nella storia della Sicilia e dell’Italia intera. Originario di Cinisi, nel palermitano, il giovane era un attivista e un giornalista, che ha indirizzato il suo impegno nella lotta contro la mafia. Lui stesso proveniva da famiglia mafiosa e avviò un’intensa campagna di sensibilizzazione volta a sconfiggere il fenomeno criminale del malaffare, che era molto radicato nella società del tempo, ma soprattutto nella mentalità. Tutto questo però lo condusse allo scontro con la sua stessa famiglia, in particolare con il padre e con lo zio.

La sua lotta contro Cosa Nostra venne portata avanti in modo coraggioso e si servì con decisione dei mass media per la circolazione delle notizie: nel 1977 aveva infatti fondato una radio libera, chiamata “Radio Aut“, che aveva la sua sede a Terrasini. Intanto di pari passo cresceva anche il suo impegno all’interno della politica e nel 1978 si candidò, in occasione delle elezioni comunali, alla lista di Democrazia Proletaria. Peppino però, durante la notte tra l’8 e il 9 maggio dello stesso anno, venne rapito e rimase vittima di un terribile attentato che gli costò la vita, organizzato dai mafiosi che lo fecero saltare in aria sui binari della ferrovia, per mezzo di una carica di tritolo.

La sua è una storia davvero importante e interessante che va approfondita e nello stesso tempo presa come esempio per il grande coraggio mostrato. No si può sempre tacere di fronte a ciò che non va bene all’interno della società. Certi schemi mentali, modi di pensare, improntati all’omertà e alla riverenza non sono più ammissibili nell’epoca contemporanea.

Libero deve essere il pensiero e libera l’informazione, distaccata da ogni forma di paura e sottomissione.

Paola Caruso

nasce a Patti il 05/11/1987, vive e risiede a Sant’Angelo di Brolo, piccolo comune siciliano in provincia di Messina. Si diploma al Liceo Scientifico Lucio Piccolo di Capo d’Orlando (Me) e presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne (D.I.C.A.M) dell’Università degli Studi di Messina, consegue la laurea triennale in Lettere Moderne e poi conclude l’intero ciclo nel 2016 prendendo la laurea magistrale in Civiltà Letteraria dell’Italia Medievale e Umanistica, nello stesso ateneo. Nell’anno 2014 svolge il Servizio Civile Nazionale in qualità di accompagnatrice turistica presso il Museo degli Angeli di Sant’Angelo di Brolo (Me), curandone diverse mostre artistiche. Nel 2015 consegue il diploma di Lingua Internazionale Esperanto. Nel 2016 presso A.F.E.I.P. (Associazione Formazione e Inserimento Professionale) studia per diventare Guida Interpretativa Ambientale e organizza percorsi culturali e accoglienza a gruppi turistici. Dal 2014 inizia a cooperare come scrittrice freelance per diversi quotidiani online, quali Javan24.it , 98zero e altri portali. Dal 2017 ad oggi lavora come docente di lettere. Ha insegnato presso l’Istituto Professionale Paritario per l’Ospitalità Alberghiera San Michele, l’Istituto Tecnico Paritario Athena, entrambi di S.Agata di Militello (Me) e la scuola statale I.I.S.S. Alessandro Volta di Palermo.

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