La piaga sociale dei rifiuti abbandonati per le strade

La piaga sociale dei rifiuti abbandonati per le strade

Rifiuti abbandonati per le strade, una vera e propria piaga sociale che sta diventando un serio problema ambientale.

E’ sempre più evidente il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti lungo le strade urbane ed extraurbane, insieme al lancio delle buste di spazzatura dal finestrino delle auto. Tutto ciò ha un impatto fortemente negativo sia a livello ecologico che visivo, ma soprattutto si tratta di un atteggiamento tossico che nuoce gravemente alla salute di tutti. E’ sufficiente fare una semplice passeggiata all’aria aperta, a piedi oppure in bicicletta, magari tra le campagne vicine, per accorgersi di questa situazione, a dir poco allarmante.

Buste piene di schifezze abbandonate qua e là spuntano tra il verde dei boschi, nei prati fioriti e ai lati di ogni strada, oltre che innumerevoli microrifiuti di ogni genere. Dopo la pulizia urbana delle aiuole e dei parchi, saltano subito fuori lattine vuote, bicchieri, fazzoletti sporchi, bottiglie, cicche di sigarette e tanta altra robaccia, di certo non bella da vedere né da annusare.

Ma è soprattutto nel periodo estivo, con l’avvento di flussi maggiori di gente e di turisti, che è possibile assistere al cosiddetto “pendolarismo dei rifiuti”, ossia allo scarico illegale di sacchi di immondizia nelle varie strade extraurbane, nelle statali, nelle provinciali o all’interno delle aree di sosta. In specie, si parla di soggetti che, volendo evitare di effettuare la raccolta differenziata dentro le proprie abitazioni, caricano in macchina sacchetti di pattume misto di ogni genere per poi abbandonarli ovunque, nel primo luogo utile, pensando che la natura possa nascondere senza alcuna conseguenza tali veleni.

Attraverso un’attenta analisi di questa situazione di degrado ambientale e sociale in cui si è piombati, sarebbero necessari un po’ di buon senso individuale e una maggiore sensibilizzazione pubblica, oltre che controlli e pene più severe per questi crimini collettivi.

Paola Caruso

nasce a Patti il 05/11/1987, vive e risiede a Sant’Angelo di Brolo, piccolo comune siciliano in provincia di Messina. Si diploma al Liceo Scientifico Lucio Piccolo di Capo d’Orlando (Me) e presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne (D.I.C.A.M) dell’Università degli Studi di Messina, consegue la laurea triennale in Lettere Moderne e poi conclude l’intero ciclo nel 2016 prendendo la laurea magistrale in Civiltà Letteraria dell’Italia Medievale e Umanistica, nello stesso ateneo. Nell’anno 2014 svolge il Servizio Civile Nazionale in qualità di accompagnatrice turistica presso il Museo degli Angeli di Sant’Angelo di Brolo (Me), curandone diverse mostre artistiche. Nel 2015 consegue il diploma di Lingua Internazionale Esperanto. Nel 2016 presso A.F.E.I.P. (Associazione Formazione e Inserimento Professionale) studia per diventare Guida Interpretativa Ambientale e organizza percorsi culturali e accoglienza a gruppi turistici. Dal 2014 inizia a cooperare come scrittrice freelance per diversi quotidiani online, quali Javan24.it , 98zero e altri portali. Dal 2017 ad oggi lavora come docente di lettere. Ha insegnato prima in scuole paritarie e poi ha preso avvio il percorso da insegnante presso scuole statali della provincia di Palermo e di Messina.